30Apr

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Mentre nella Convenzione di Istanbul. Ratificata dall’Italia in maniera vincolante nel 2013, si legge che”Le Parti adottano misure legislative o di altro tipo necessarie per garantire che, al momento di determinare i diritti di custodia e di visita dei figli, siano presi in considerazione gli episodi di violenza che rientrano nel campo di applicazione della presente Convenzione; adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per garantire che l’esercizio dei diritti di visita o di custodia dei figli non comprometta i diritti e la sicurezza della vittima o dei bambini” (Articolo 31 Custodia dei figli, diritti di visita e sicurezza).Quello che infatti succede in Italia, e che forse non tutti sanno incluso Fabio Fazio, è che sempre più spesso donne che denunciano violenza domestica e hanno i figli che non vogliono vedere il padre proprio perché vittime di violenza assistita o subita, si ritrovano accusate di alienare questi minorigrazie alla Pas che serve a dimostrare che la violenza non c’è e che è in realtà si tratta di una falsa accusa in quanto è la madre che mette contro la prole nei riguardi del padre, e questo senza neanche ascoltare le ragioni del minore: una situazione che questa legge aggraverebbe mandando queste donne anche in prigione.Quello che bisogna sapere non èche i bambini dei genitori separati sono “affetti” da Pas, come ha sostenutoHunzinker in Tv, ma che dal 2006 a oggi in Italia si è sviluppato intorno all’affido condiviso un vero inferno in cui gli abusi e le violenza in famiglia non sono più dimostrabili grazie alla Pas, perché oggi se un bambino non vuole vedere un genitore perché è stato abusato da lui o perché ha assistito a violenza sulla madre, è solo perché è “alienato”: tanto che ormai i giudici preferiscono togliere il minore anche al genitore accudente (in questi casi la madre) e mandarlo in casa famiglia pur di non rischiare. Un escamotage, l’alienazione parentale, che è diventata consuetudine nei tribunali grazie alla “pseudo letteratura” che circola tra psicologi e psichiatri che redigono Ctu e Ctp usando sistematicamente una “malattia” non scientificamente provata ed esibendo un’ignoranza straordinaria verso le dinamiche della violenza intrafamiliare, tanto da non saperla neanche riconoscere.Il vero bubbone qui è il numero spaventoso delle donne che pur subendo violenza da un partner, si ritrovano da una parte un ricorso per maltrattamenti in famiglia in procura, e un ricorso per l’affido in un tribunale civile o minori che spesso si conclude con l’affido condiviso o addirittura con l’affido ai servizi o la segregazione in casa famiglia.

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