30Apr

What Height Is Hulk Hogan

Per la scrittrice “non l di pronunciare giudizi, un momento terribile e insieme gioioso”. Poi ecco “gli aculei scintillanti” delle baionette, i soldati che sparano alle finestre, la fiaba che diventa “minacciosa e terribile”, su un terreno ardente. E a settembre, la profezia: “Kerenskij un autocrate pazzo”, “i bolscevichi sono ottusi fanatici”.

Al suo interno è stato posizionato l’affresco raffigurante San Bruno, fondatore dell’ordine certosino, che fu realizzato nel 1770 e che prima era ospitato dal chiostro delle foresterie (e dunque soggetto alle intemperie): esso fu commissionato dai certosini al pittore fiorentino Pietro Giarrè per ricordare il contributo di 500 scudi che la Certosa, insieme agli altri monasteri dell’ordine, aveva offerto per la realizzazione della statua del santo che ancor oggi si trova in San Pietro a Roma, scolpita in marmo dallo scultore fiammingo, naturalizzato francese, Renè Michel Slodz nel 1744 e a questa opera il pittore si era ispirato. L’apertura di un nuovo spazio del complesso certosino ha attirato decine di persone: ieri pomeriggio l’inaugurazione alla presenza della direttrice del museo nazionale Antonia d’Aniello, di Roberto Barbuti, direttore del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa (che gestisce la quadreria, anche se è il museo nazionale che si occupa delle visite), del sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti, Maria Antonietta Denaro, presidente del Rotary Club Cascina e Michele Marroni, prorettore per l’organizzazione e le politiche del personale dell’Ateneo pisano. Il primo cittadino ha espresso gratitudine per la riqualificazione, mentre Denaro ha ricordato che tra gli obiettivi del Rotary Club che presiede vi è la sensibilizzazione della comunità al rispetto delle opere d’arte e dei monumenti del territorio.

Una delle sue frasi che ho diffuso e tramandato di canzonetta Riferito alla musica, era un modo autoironico per darsi il senso del limite. Non si scherzava sugli altri, c questo pudore, ma ci si prendeva sempre in giro. Questa frase era diventata un modo di dire molto milanese, voleva dire fare il ba non fare lo sbruffone.

A fronte di questa pressione di iscritti, però, la scuola dispone di una sede centrale (con molti limiti anch’essa) in via San Pietro e di tre succursali: una ad Agliana e le altre due in città, precisamente in via del Bottaccio e all’ex istituto Fermi, in viale Adua. Il problema più grave è via del Bottaccio, edificio dove l’istituto è in affitto e dal quale irrevocabilmente dovrà andarsene a luglio 2018 (il precedente sfratto per Capodanno è stato infatti sospeso). Sono 8 aule che la scuola dovrà recuperare per l’inizio del prossimo anno scolastico.

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